9 curiosità sulla Moschea Blu di Istanbul

Moschea Blu | Una meraviglia architettonica di fama mondiale

La Moschea Blu, con il suo intricato design ottomano e le sue piastrelle blu, affascina i visitatori durante tutto l'anno. Costruita nel XVII secolo, i suoi sei minareti e la facciata ornamentale simboleggiano lo splendore ottomano. Durante la visita alla moschea, immergiti nell'atmosfera serena e approfondisci la comprensione della storia e dell'importanza culturale della Moschea Blu.

Curiosità sulla Moschea Blu

Prende il nome dal sultano Ahmed I

La Moschea Blu non è il nome ufficiale di questo iconico monumento. In origine si chiamava Moschea Blu, in onore di Ahmed I, sultano dell'Impero Ottomano dal 1603 al 1617. Egli ne commissionò la costruzione nel 1609, da cui il nome Moschea Blu. La sua tomba si trova sul lato nord della moschea, di fronte al parco di Sultanahmet.

Costruito per mettere in risalto un'altra meraviglia architettonica

L'obiettivo del Sultano Ahmed era quello di superare la grandezza di Santa Sofia, il che ha portato all'imponente scala della moschea e ai suoi intricati dettagli. Voleva mettere in mostra la sua pietà, rispecchiando i suoi antenati ottomani. Partecipò attivamente e supervisionò la costruzione della moschea, lavorando persino come operaio il primo giorno. Si ritiene che il costo della costruzione abbia superato i 180 milioni di akçes.

La costruzione ha comportato una decisione controversa

A soli 19 anni, il Sultano Ahmed I iniziò la costruzione della moschea, suscitando le critiche degli studiosi ottomani e del pubblico. A differenza dei sultani precedenti che utilizzavano i bottini di guerra per le moschee, il sultano Ahmed utilizzò i fondi del tesoro a causa delle sconfitte militari contro la monarchia asburgica e la Persia. La costruzione iniziò nel 1609 sul sito dell'ex palazzo bizantino, simbolicamente di fronte a Santa Sofia e all'Ippodromo.

Le piastrelle blu di Iznik gli hanno dato il suo nome emblematico.

La moschea vanta circa 20.000 piastrelle di Iznik fatte a mano e di colore turchese, oltre a livelli superiori dipinti di blu, che creano un interno affascinante. La parola "Iznik" deriva da una zona di popolarità durante la dominazione ottomana. A causa delle piastrelle prevalentemente blu, la moschea fu soprannominata "Moschea Blu". Queste piastrelle presentano intricati motivi floreali come tulipani, cipressi, rose e frutti, evocando immagini di un paradiso lussureggiante.

Costruito in un luogo storico

La moschea sorge sui resti del Grande Palazzo di Costantinopoli, situato nell'attuale piazza Sultanahmet. Originariamente chiamato Ippodromo, era un vasto stadio per le corse delle bighe. Alcuni monumenti di questo sito storico si trovano ancora nella piazza. La moschea confina con Santa Sofia, creando uno skyline iconico che simboleggia la fusione degli stili architettonici bizantino e ottomano.

Una testimonianza dell'architettura ottomana

La Moschea Blu, con i suoi iconici sei minareti, mostra la classica architettura ottomana di Istanbul. All'interno, 20.000 piastrelle Iznik rivestono l'alto soffitto, con intricati motivi floreali. L'interno è illuminato da 260 finestre, un tempo ornate da vetrate del XVII secolo, ora sostituite da repliche. Vanta anche una grande cupola e otto cupole più piccole, che creano un luogo di culto di grande impatto visivo.

La storia unica dei minareti

Durante il dominio ottomano, la maggior parte delle moschee presentava uno, due o quattro minareti. I sei minareti della Moschea Blu, quindi, hanno suscitato preoccupazione, soprattutto perché la Grande Moschea della Mecca era l'unica a vantare lo stesso numero. Si ritiene inoltre che inizialmente il Sultano volesse dei minareti dorati, ma a causa di vincoli di budget, l'architetto Sedefkâr Mehmed Ağa ne costruì sei normali, adducendo problemi di udito.

Non solo una moschea

La Moschea del Sultano Ahmet non era solo un luogo di culto, ma un complesso con diversi scopi sociali. Oltre alla sua funzione religiosa, ospitava una madrasa, un ospedale, un imaret (mensa per i poveri), una scuola primaria, un mercato e una tomba per la famiglia reale. Una stanza chiamata "Muvakkithane" era riservata agli astronomi per fare i calcoli per i tempi di preghiera. Purtroppo molti di questi edifici sono stati smantellati nel XIX secolo.

Un sito storico sotto l'egida dell'UNESCO

Nel 1985 l'UNESCO ha inserito le aree storiche di Istanbul nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. Situate su una penisola circondata dal Mar di Marmara, dal Bosforo e dal Corno d'Oro, queste aree vantano capolavori come la Moschea Blu e il Palazzo Topkapı. Questi punti di riferimento sono riconosciuti per il loro significato storico e contribuiscono al ricco patrimonio culturale di Istanbul.

Domande frequenti su La Moschea Blu a Istanbul

La Moschea Blu è famosa per le sue splendide piastrelle blu, i sei minareti e gli intricati elementi decorativi. È una testimonianza della grandiosità dell'architettura ottomana e rappresenta un'attrazione da non perdere a Istanbul.

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Come arrivare a La Moschea Blu

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All'interno della Moschea Blu

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